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Recensione: Impara ad essere felice di Paolo Crepet

domenica, luglio 23, 2017

Ciao lettori, 


bentornati nella mia biblioteca con queste giornate calde in cui non riesco a studiare di pomeriggio ho più tempo da dedicare alla preparazione dei post proprio per questo credo che farò qualche cambiamento e vi proporrò degli argomento che non riguardano i libri, oggi invece vi lascio la recensione di un saggio breve ma intenso che mi ha fatto compagnia nel mese di giugno.

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Pagine: 152
Prezzo: 16,00 €
TramaPer molti lagnarsi è piú che un vezzo, una difesa: è ciò che sanno fare meglio perché lo hanno imparato fin dall'infanzia. Combattere questo atteggiamento vuol dire elaborare una nuova grammatica quotidiana, avviare una piccola rivoluzione cui Paolo Crepet dà il suo contributo in queste pagine. E dimostra come educare alla felicità, quella autentica - da non confondere con la gioia effimera - dovrebbe essere il compito primario di ogni adulto e di ogni insegnante. Cosí i bambini cresceranno piú forti e meno ricattabili, e i ragazzi saranno piú liberi.
AutorePaolo Crepet (www. paolocrepet. it) è psichiatra e sociologo. Dal 2004 è direttore scientifico della Scuola per Genitori (www.impresafamiglia.it).
Per Feltrinelli ha pubblicato Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio(1993), Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile (1995), Solitudini. Memorie d'assenza (1997), e, con G. De Cataldo, I giorni dell'ira. Storie di matricidi (1998). Con Einaudi: Non siamo capaci di ascoltarli (2001), Voi, noi (2003) e I figli non crescono più (2005), poi raccolti nel volume La gioia di educare (2008); e inoltre la raccolta di racconti Naufragi. Storie di confine (1999, 2002), La ragione dei sentimenti (2002 e 2004), Dannati e leggeri (2004 e 2006), Sull'amore (2006, 2010 e 2016) , Dove abitano le emozioni (2007), con Mario Botta e Giuseppe Zois, A una donna tradita(2008), Sfamiglia (2009 e 2011), Un'anima divisa (2010), L'autorità perduta (2011 e 2013), Elogio dell'amicizia (2012), Impara a essere felice (2013) e Il caso della donna che smise di mangiare (2015). Crepet ha inoltre scritto per Einaudi l'introduzione a Nemico di classe di Nigel Williams (2000), a Io, Pierre Rivière, avendo sgozzato mia madre, mia sorella e mio fratello... (2000) e a I ragazzi della via Pál (2003). Nel 2010 ha curato la raccolta di saggi Perché siamo infelici.
-----------------------------------------------------------------------------------------RECENSIONE
Sono sempre stata una persona sensibile, riservata, molto introversa e questo mi ha portato ad osservare le persone: come si comportano, quello che dicono, quello che fanno ed è stata una scoperta imbattermi in un saggio sull'imparare ad essere felice, sembra quasi un messaggio pubblicitario che ci vuole convincere a comprare qualcosa, e invece non è un manuale di consigli o formule magiche ma offre una prospettiva diversa sulle varie facce della felicità e su cosa essa rappresenta davvero.
Paolo Crepet ha voluto far riflettere le persone senza parlare di scienza, chimica o magia ma semplicemente di fatti quotidiani, di chiacchierate con gli altri, guardando il mondo da varie finestre infatti ogni capitolo del libro inizia con la frase: la felicità è....la risposta potrebbe non essere così scontata. Il saggio pone la felicità dentro di noi non un qualcosa da cercare ma che abbiamo già, da tirare fuori perchè è nel momento in cui scopriamo chi siamo che possiamo essere contenti.

" Le vie attraverso cui si costruiscono esistenze dignitose e soddisfacenti si basano anche sulla possibilità di discostare il proprio percorso da quello suggerito dalla maggioranza. Quando sarai adulta capirai che sono queste vie che predispongono alla felicità e difendono dalla rassegnazione."
 In questa frase si parla della diversità intesa come qualcosa che ci caratterizza e non che porta all'emarginazione, nella forza che si cela nello scegliere quello che realmente ci piace senza condizionamenti perchè siamo unici e come tali dobbiamo avere il coraggio di decidere il nostro percorso che non sarà mai uguale ad un altro, è il primo passo verso la libertà.
"La vera ricchezza non risiede nell'accumulazione di oggetti o di denaro, ma nel credere che il talento possieda più di un campo di espressione e debba provare, attraverso la versatilità di ognuno a seguire ciò che l'istinto, e non solo la razionalità, suggerisce."
 E' chiaro il pensiero dell'autore che diverge molto da ciò che la società vuole farci credere, infatti non è un vestito nuovo o l'ultimo modello di telefono a farci sentire soddisfatti ma essere curiosi, sperimentare, scoprire il mondo e noi stessi, superare dei limiti.
Nel complesso ho trovato il saggio molto interessante, per niente pesante, ho sottolineato tantissime frasi che rappresentano concetti da tenere sempre a mente nei momenti in cui siamo tristi o abbiamo perso la speranza, è un libro che ci porta a guardarci dentro e provare a realizzare ciò che vogliamo e fa per noi.

Il voto che gli assegno è di 4 gattini su 5.




Questo è tutto per oggi, noi ci leggiamo al prossimo post.
Buone letture.

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